Veronica Turiello: ritratto di una lucana sognatrice che approda in Rai

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Passione per la scrittura, curiosità, voglia di affermarsi e un legame profondo con la propria terra. Veronica Turiello, 36 anni, è un concentrato di energia e di ottimismo. Viene da Bella, cittadina del potentino, vive a Roma dove si occupa di cose diverse. Il suo nome, sarà noto a molti. Perlomeno a quelli che di buon mattino hanno l’abitudine di guardare la tv mentre fanno colazione. Si perché Veronica, per il secondo anno consecutivo, cura una rubrica tutta sua, denominata “Mostri & Company” all’interno della trasmissione “Il caffè di Rai 1”, condotto da Guido Barlozzetti, Cinzia Tani e Gemma Favia. Il 24 settembre scorso, la seconda stagione di Veronica al “Caffè di Rai 1”, che ha come focus il parallelismo tra i mostri e la realtà. La scelta, è così spiegata sulla sua pagina Facebook: “Ho scelto Frankenstein. Che mi somiglia, forse somiglia a voi. Ogni volta che gli altri concorrono a farci a pezzi. L’ho scelto per la prima puntata della nuova rubrica, perché come la mia, quella del mostro è un’attraversata in solitaria. L’ho scelto perché il racconto dei mostri è un racconto di umanità ed è carico di indicazioni di condotta. Fra ciò che siamo, ciò che non immaginiamo di poter diventare e ciò che l’umanità, gli altri, credono di sapere di noi”.

Ma chi è Veronica Turiello? E’ una donna che incuriosisce per le sue mille passioni, per la sua voglia di fare, per il suo essere positiva. E’ stata una chiacchierata molto piacevole, di quelle che ti lasciano qualcosa, che ti fanno riflettere sulla vita. E, tra un racconto e un altro, c’è tempo per dibattere su uno dei suoi grandi amori: il Napoli. Oltre ad essere una bellezza lucana, è un’ottima professionista. Ha vissuto a Bella fino all’età di 19 anni, ha frequentato il Liceo Scientifico di Muro Lucano,  poi si è trasferita a Roma dove ha studiato Scienze della Comunicazione di Massa all’Università “La Sapienza”. La sua tesi, racconta un pezzo di sé stessa: il focus è la criminologia (letteratura Noir), che la stessa Veronica definisce “uno degli aspetti della comunicazione”. Diventa assistente di Cattedra della stessa professoressa che l’aveva stimolata per la sua tesi. La criminologia, rapisce Veronica che frequenta un  Master in teoria e metodi dell’investigazione criminale, sempre alla Sapienza.

Ha una grande passione per la scrittura e svolge uno stage al “Corriere del Mezzogiorno” per quasi un anno per poi lavorare per circa un biennio sull’Osservatorio contro la Camorra e l’illegalità istituito grazie all’idea di Vito Faenza e Marco De Marco. A Veronica ed al suo collega Claudio, il compito di far decollare il sito web dell’Osservatorio dedicato alla cultura di contrasto alla Camorra. Veronica dedica la tesi del suo Master al gergo della Camorra: ne costruisce la genesi del linguaggio come caratteristica dell’identità camorrista, un linguaggio che a suo dire “ingigantisce un’identità povera, li fortifica, così come la ritualità”. Veronica racconta a mauriziocardone.com  come la criminologia rappresenti il moto del suo agire: “è materia trasversale: studiare un aspetto dei reati e dei loro autori. Un impianto narrativo che mi ha consentito di mettere insieme le mie passioni. E’ un racconto che mi consente di dare spazio alle vittime che nella cronaca spesso non vengono menzionate”

Veronica è molto legata a Bella, sua città natale. E, proprio una kermesse ormai consolidata da quelle parti, il “Bella Film Festival”, ha acceso una scintilla che le ha consentito di approdare in RAI. Era sul palco nelle vesti di presentatrice quando Andrea Di Consoli, uno degli autori del programma, la vide e ne rimase fortemente incuriosito. “Mi chiese – racconta Veronica – di guardare il Caffè di Rai 1 per capire se poteva fare per me”.

Veronica Turiello è molto altro. Scrive molto e lo fa per ambiti differenti: collabora infatti con due studi di avvocati e come freelance per case di moda. Quando si dice “di ampie vedute”. Ma, al netto dei suoi sacrifici e delle belle soddisfazioni di cui vive, dice di avere un rapporto straordinario con la Basilicata, sua terra di origine: “è il posto dove voglio tornare. Sarebbe bello poter fare li quello che mi piace, ci andrei a piedi. E’ il posto che mi ha fatto essere quella che sono ed è per questo – sottolinea Veronica – che vorrei spendermi per la mia terra. Merita il meglio di quello che ha prodotto. Un modo per reagire è questo, l’abbiamo lasciata per costrizione ma è come se fossimo andati via per migliorare e per tornare. E’ l’unico posto in cui tornerei, gli altri posti li definisco “luoghi di bivacco”. Il mio è un viaggio che definisco con ritorno, con la speranza che mi riporti a casa. Spero di non essere sola”.

Sola, Veronica, non lo è di certo. Perché la valigia, i lucani, la fanno in gran parte per obbligo e non per scelta. Il legame con la sua terra è tenuto ben saldo anche grazie all’esperienza nella redazione de “Il Bellese Magazine” che va avanti ormai da tanto tempo. Mi piace moltissimo – afferma Veronica – pur trattandosi di una collaborazione gratuita. Mi dà una grande gratificazione, è per questo che lo faccio con entusiasmo, non potrei farne a meno. Scrivo a cuore aperto”. Già, a cuore aperto. Un cuore in cui trovano spazio la passione per la scrittura, per la criminologia, i ricordi, le ambizioni e i sogni, la Basilicata. Si, perché Veronica è questo: una lucana sognatrice.