San Siro in piedi, ma non per il Milan

Nell’ultima gara di campionato tributo per Abbiati ed El Shaarawy

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Una stagione, la terza consecutiva, assolutamente deludente per il Milan. San Siro contesta, sbotta contro squadra e società. Nel frattempo, una bellissima Roma ne segna tre, gioca con una personalità disarmante. Un collettivo meraviglioso guidato da un condottiero che è tra i migliori tecnici italiani. Quel Luciano Spalletti che forse è arrivato troppo tardi alla guida dei giallorossi. Ecco, limitandoci alle questioni tecniche, la differenza tra Roma e Milan sta nelle idee di gioco chiarissime dei giallorossi al contrario di una squadra, quella di Brocchi, che nemmeno ce l’ha un’idea di gioco. Una squadra abulica, distratta, superficiale, senza grinta. Un allenatore cambiato quando ormai la meta era a vista e con una finale di Coppa Italia da giocare. Un appuntamento che a questo punto diventa vitale per dare un senso ad una stagione anonima e non restare fuori dall’Europa per il terzo anno consecutivo visto che il Sassuolo ha fatto meglio dei rossoneri al punto di conquistarsi l’ultimo pass utile.

In un San Siro però che rumoreggia, un pubblico che dimostra ancora grande sportività, ha tempo e spazio per tributare due campioni che per motivi diversi hanno fatto breccia nel cuore dei tifosi. A partita in corso, ecco l’applauso da brividi destinato a Stephan El Shaarawy, che segna alla sua ex squadra e riceve comunque un tributo incredibile da quelli che una volta erano i suoi tifosi. Un applauso che la dice lunga: un mix di amore verso un talento assoluto che è sempre stato tifoso del Milan, e un segnale ad una società che troppo frettolosamente se ne è disfatto. Poi il tributo a Totti, entrato in campo con uno stadio intero a fare da colonna sonora a suon di applausi.

Il saluto di Abbiati ai tifosi
Il saluto di Abbiati ai tifosi

A fine partite invece, al triplice fischio di Rizzoli, ecco Cristian Abbiati, all’ultima apparizione in maglia rossonera. Ha detto basta, Cristian. A fine partita è entrato in campo e per lui è stata grande ovazione. Cori, foto, applausi, mentre il portierone andava sotto la curva a salutare ed inchinarsi come forma di ringraziamento. Poi un bacio al palo, l’addio a quella porta che tante volte ha difeso.

Lo striscione di ringraziamento ad Abbiati. (Foto Lapresse)
Lo striscione di ringraziamento ad Abbiati. (Foto Lapresse)

La famiglia che entra in campo con una maglia celebrativa e San Siro che non smette di applaudire. E poi quell’abbraccio a Donnarumma, con Abbiati che lo porta sotto la curva, quasi a voler dire: “Ora c’è lui, stategli vicino”. E’ l’unica grande bellezza dell’ennesima notte opaca per i colori  rossoneri. Se ne va un altro campione, dopo 380 apparizioni con il Diavolo: quello del volo di Perugia nello scudetto targato Zaccheroni del 1999, l’ultimo eroe di quel Milan che vinse la Champions a Manchester, uno dei protagonisti di quel calcio nostalgico che non aveva bisogno dei social network, quello dei calciatori che non sfilavano con le cuffie all’arrivo allo stadio, quello dei campioni e delle bandiere. Quel calcio continuerà a mancarci e di quel calcio hai fatto parte anche tu. Grazie Cristian.