San Fele, le Cascate sono una meraviglia

Flusso turistico in crescita in questa bellezza made in Basilicata. Serve però intervenire per migliorare i servizi.

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Siamo a San Fele, cittadina del potentino che conta circa tremila abitanti. E’ un borgo sorto in epoca medioevale sotto le pendici del Monte Castello e del Monte Torretta. Qui, da qualche anno, è in atto una lodevole opera di valorizzazione di un meraviglioso patrimonio naturalistico: le cascate. L’associazione “U Uattënniérë ” (nome che è la trasposizione dialettale di “gualchiera”, macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate) si è fatto carico dell’organizzazione dell’area e, oggi, si trova a gestire  flussi turistici che qualche anno fa erano impensabili.

LE CASCATE  – Il torrente Bradano sgorga dall’Appennino Lucano, in località Matise di San Fele, fino a confluire nella Fiumara di Atella e successivamente nel Fiume Ofanto. Attraversando il territorio di questo borgo lucano, il torrente è costretto ad effettuare dei particolari “salti di quota” che danno origine alle naturali e suggestive Cascate di San Fele. L’edificio della Gualchiera, è stato riconosciuto “bene culturale” di interesse storico, ambientale ed etnoantropologico dalla Soprintendenza ai beni culturali di Basilicata. I percorsi che si articolano lungo vecchie mulattiere di montagna presentano differenti gradi di difficoltà. Vi sono quelli brevi e semplici da percorrere e quelli lunghi e più impegnativi. Sono quindi alla portata di tutti ed è possibile godersi le bellezze del territorio in entrambi i casi. Sono state adibite aree attrezzate per consumare i pasti e per godersi momenti di relax in un abbraccio unico con la natura in questo paesaggio tutto da vivere.

I NUMERI – Le escursioni alle Cascate hanno portato, nella sola giornata dello scorso Ferragosto, ad oltre duemila presenze. Le strutture ricettive hanno registrato l’ennesimo sold out. Il bilancio del 2015 è stato quello della consacrazione per questo borgo lucano: quarantamila presenze nell’intero anno. Un risultato straordinario per una comunità così piccola ma che è un esempio di valorizzazione del territorio. Numeri che entusiasmano l’Associazione, come conferma il Presidente Michele Sperduto: “Naturalmente siamo ampiamente soddisfatti per quanto stiamo facendo. Sono risultati eccellenti, un plauso a quest’associazione che mi onoro di presiedere ed ai numerosi soci. Poi c’è l’indotto che fortunatamente beneficia di questa situazione, vale a dire operatori economici quali ristoranti e attività commerciali che hanno sempre assicurato un servizio di qualità ai turisti. Tutto questo non ci deve però far cullare sui risultati raggiunti, piuttosto vale da stimolo per far meglio”.

IL FUTURO – L’associazione lavora per la fruizione di nuovi percorsi guidati, così da ammirare altre cascate. C’è voglia di  migliorarsi sia dal punto di vista delle opportunità per i visitatori, sia dal punto di vista ricettivo. In tal senso, il Presidente Sperduto, lancia un appello alle istituzioni: “occorre accelerare ogni processo di organizzazione per rispondere meglio al flusso di visitatori e consolidare questa preziosa opportunità di sviluppo. Così come è importante predisporre progetti per la ristrutturazione dei tanti ruderi presenti lungo il torrente, quali la Gualchiera e i numerosi mulini, così da dare al visitatore il senso del luogo che è racchiuso nella sua storia, la sua cultura e le sue tradizioni”. Insomma, i risultati sono palpabili ma serve uno sforzo collettivo per assicurare ai visitatori un’esperienza sempre più completa e priva di disagi. Nel frattempo, San Fele si gode le sue Cascate: un’opera di valorizzazione che è una grande speranza per un territorio fin troppo martoriato.