Milan tra limiti e progressi. Ma Montella è l’uomo giusto

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Milan-Sassuolo: fino al gol del vantaggio rossonero firmato Bonaventura, la squadra di Montella aveva dato sfoggio di personalità come raramente si era visto negli ultimi tempi. Poi il pasticcio di Abate che ha nuovamente spogliato i rossoneri di limiti caratteriali sui quali c’è ancora da lavorare. Nelle battute iniziali del match, possesso e pallino del gioco completamente in mano al Milan, proprio come vuole Montella. E qui i progressi di una squadra che, soprattutto nelle ultime due stagioni e a tratti anche nella fase iniziale della gestione del tecnico di Pomigliano D’Arco, sembrava essere prigioniera dei propri limiti. La gara contro gli emiliani ha evidenziato due punti certamente contrastanti: da un lato, la necessità di lavorare  sull’aspetto psico-fisico. Si perché questa squadra alla prima difficoltà si scompone, sembra spaventata e reagisce con ritardo. Poi c’è una questione di condizione: il Sassuolo, impegnato in Europa League appena tre giorni prima, ha corso molto di più. Una spia su cui Montella deve lavorare durante la sosta. Dall’altro lato però, il Milan ha offerto sprazzi di gioco che non si vedevano da tempo e soprattutto l’allenatore rossonero ha avuto ulteriori garanzie da alcuni singoli, linea verde made in Italy: Donnarumma, Locatelli, Bonaventura. La strada è quella giusta e il merito va a Montella, che pur non avendo a disposizione grandi campioni, lavora molto sul collettivo. Un concetto a lui caro, come dimostra in sala stampa, quando a chi gli chiedeva se Niang avesse cambiato la partita, ha risposto: “Quando è entrato siamo andati sotto e poi abbiamo recuperato”. Messaggio chiaro, niente prime donne. Al tecnico campano il merito di mettere tutti sullo stesso piano, contribuendo in maniera notevole alla crescita di un Milan giovane. Attraverso il lavoro, il gioco, il rispetto delle regole. E’ Vincenzo Montella da Pomigliano D’Arco. Lui si, l’uomo giusto.