Marcello Sorgi, cosa ne sai della Basilicata?

A Ballarò definisce la regione “una terra desolante dove si vive benissimo con mucche e galline”

0
1748

“Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza”. Questo aforisma di Socrate è probabilmente il più calzante per Marcello Sorgi che, intervenuto a Ballarò lo scorso 5 aprile per discutere della questione petrolio, ha definito la Basilicata “una terra desolante, dove si vive benissimo con mucche e galline”. Uno scivolone da parte dell’ex Direttore del TG1 ed Editorialista de “La Stampa” che ovviamente ha provocato la reazione stizzita dei lucani, i quali sui social hanno sfogato tutta la loro rabbia e amarezza nei confronti del giornalista siciliano. Un meridionale appunto, che ha praticamente ignorato l’esistenza geografica della Basilicata, affermando con veemenza: “se togli 14 chilometri di costa che sono bellissimi, il resto è un territorio abbandonato, desolato”. Se è vero che la regione soffre il costante fenomeno dello spopolamento e che si parla di un territorio a forte vocazione agricola, è altrettanto vero che Sorgi avrebbe potuto evitare di rimarcare con disprezzo questi tratti della Basilicata. Perché alcune vocazioni di questa terra, sono garanzia di qualità per prodotti che finiscono anche sulla sua tavola, dove comodamente si siede per consumare i pasti. Tra l’altro, in un momento storico in cui si è sempre più attenti alla produzione e provenienza di cibi e bevande. Ma Sorgi, parlando di Basilicata, è andato ben oltre certe dichiarazioni, ponendo un curioso interrogativo: “Ti sembra possibile che su temi ambientali deve decidere un piccolo comune che non ha neanche un geometra? […] Dopo quasi 27 anni la Basilicata non è stata in grado di avviare l’estrazione del petrolio”. Sarebbe interessante capire se questo personaggio sia mai stato in Basilicata, se conosca le dinamiche della regione, l’accoglienza e lo spirito di sacrificio dei lucani, se da buon giornalista sia a conoscenza delle caratteristiche geografiche della regione e se ne conosca la storia. Qualche dubbio, di fronte a certe dichiarazioni, resta.

Sorgi, particolarmente illuminato nel salotto di Ballarò, ha chiuso il suo intervento aggiungendo ulteriore pepe: “una regione dove non c’è lavoro, dove c’è desolazione, non vorrei che sembrasse che si sia a favore dell’estrazione del petrolio a qualsiasi prezzo […] si può rinunciare al petrolio, l’abbiamo visto nel servizio, vivono con le galline, con la mucca, si vive benissimo”. Per carità, ha ragione quando parla di territorio senza lavoro ma evidentemente non si è chiesto come si sia arrivati a tale situazione, questa si desolante. Ma questa è un’altra storia. Per il resto, per quanto sia una regione con una non eccelsa vitalità sociale essendo priva di grandi centri, Sorgi farebbe bene ad acculturarsi sul tema. Ad esempio, gli sarebbe utile scoprire il patrimonio di cui una città capitale europea della Cultura come Matera dispone, della straordinarietà di eventi come il “Volo dell’Angelo”, la magnificenza del Vulture, dove si producono vini tra i più apprezzati, della zona jonica, ricca dei prodotti della terra, dell’eccellenza dei prodotti sapientemente curati e valorizzati. Dietro tutto questo, oltre alle virtù del territorio, c’è un capitale umano e rigorosamente lucano in grado di trasformare la normalità in eccellenza. Sulla bellezza dei luoghi incantevoli della regione sarebbe superfluo soffermarsi. Ma Sorgi parla ancora di “Cristo si è fermato ad Eboli” per trarre conclusioni sulla Basilicata. Un vero peccato. La speranza, è che Socrate possa essere da stimolo per uscire dal limbo dell’ignoranza.