La Basilicata a Milano: all’ombra della Madonnina il primo ristorante lucano

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Carmine D’Elia racconta Lucania131 Ristò: “porto la Basilicata nel mondo”

Un amore indelebile per la Basilicata che nasce con un viaggio alla scoperta dei 131 comuni di una regione splendida e poi diventa una vera e propria esperienza all’insegna dei sapori della tradizione. Lucania131 è ormai un brand grazie a Carmine D’Elia da Bernalda (MT). Una creatura a cui è talmente affezionato da tatuarsela sul braccio. Dal 2014 ha iniziato a girovagare da costa a costa, tra le colline, sulle dolomiti e tra le strade fitte dei paesi lucani. Voleva portare il mondo in Basilicata per mostrare con orgoglio la cultura e le bellezze di questa terra. Carmine però non nasconde la rabbia. La sua è una storia che somiglia a quella di tanti ragazzi lucani, uno che combatte per restare ma che si sente solo, abbandonato dalle istituzioni nonostante il lodevole impegno per la sua Basilicata. Decide quindi di adottare il piano B: portare la Basilicata nel mondo. E comincia da Milano, dove da poco più di un mese ha aperto il Lucania131 Ristò, in Via Farini 31, a due passi dal polo di Garibaldi: qui si mangiano esclusivamente prodotti lucani, è il primo in assoluto sotto la Madonnina. Ogni tre giorni arriva un carico di prelibatezze: il Canestrato da Moliterno, i salumi da Picerno, il vino da Francavilla in Sinni, il Peperone Crusco da Senise. Senza dimenticare il caciocavallo impiccato, l’unico in città. Non ha paura della spietata concorrenza milanese perchè crede nella forza delle sue idee. È arrivato a Milano con infradito, bermuda e quattro magliette. Dieci giorni fa sua madre gli ha mandato una valigia: l’inizio è stato troppo promettente e non c’era tempo da perdere per chi ha in testa di portare la Basilicata nel mondo.

Carmine, quando nasce Lucania131?

L’idea è nata nel 2014 con l’intento di far conoscere i 131 paesi attraverso un viaggio in cui con una serie di documentari abbiamo mostrato tutto ciò che riguarda la storia, le tradizioni, la cultura e i sapori di ogni comune. Ci siamo accorti però che la parte dedicata al food ci ha dato una visibilità importante.

Un successo che vi ha portati a Sanremo…

Da tre anni siamo li per il Festival. Il primo anno avevamo un piccolo corner degustativo, in quelli successivi mi hanno affidato tutto il food. Ho cucinato per il Roof, ovvero il ristorante dei cantanti e dei vip che transitano dopo l’Ariston, e quest’anno abbiamo dato vita al primo Bistrot. In cinque giorni i numeri sono stati incredibili e li ci siamo fatti una domanda.

Quale?

Perché non aprire il primo Ristò permanente in una delle grandi città italiane? Dopo una serie di verifiche abbiamo avuto la possibilità di aprire a Milano.

È passato poco più di un mese dall’apertura. Come sta andando?

Stiamo avendo dei risultati che vanno oltre ogni più rosea previsione. La gente apprezza ma quello che ci gratifica è che in tanti tornano. Questo per noi significa tanto, vuol dire che hanno vissuto un’esperienza memorabile.

I lucani a Milano come hanno reagito ?

Benissimo direi. Stiamo ultimando la sala eventi e ho già qualcuno che vuole festeggiare la Laurea. Inoltre sono già stati celebrati tre compleanni. I lucani sono fieri delle loro tradizioni e sono altrettanto fieri di farsi ambasciatori della loro terra.

Quanto è difficile fare ristorazione in una città così esigente e con un’offerta così dettagliata?

Non ho mai guardato la concorrenza, mi sono sempre affidato alla forza delle idee. Poi ci sono degli elementi importanti di novità come il caciocavallo impiccato che è un po’ il nostro fiore all’occhiello, qualcosa a cui siamo stati sempre abituati nelle serate tra amici ma che meritava di essere valorizzato al meglio. Avevamo l’isola in mezzo al locale dove i clienti potevano ammirarne la preparazione. Per questioni di spazio siamo stati costretti a toglierla. In generale il lavoro e la bontà dei prodotti pagano per cui non sono spaventato.

Che prodotti ci sono da Lucania131?

Ogni tre giorni ci arrivano prodotti dalla Basilicata: la mozzarella di bufala di Irsina, il Caciocavallo Podolico da Oppido Lucano, la pasta fresca di Cirigliano, i salumi di Picerno, il Peperone Crusco di Senise, il vino di Francavilla in Sinni, il Canestrato di Moliterno. Vogliamo soddisfare i palati portando qui le unicità del nostro territorio e valorizzarle al meglio.

L’utente che viene da voi conosce la Basilicata?

Per gran parte si. Ci sono poi tanti curiosi attratti dalla voglia di assaggiare una cucina nuova, regionale ma di grande qualità. La gente impazzisce nel vedere il processo di preparazione del provolone: i lucani stessi ne sentono parlare ma tanti non l’hanno mai mangiato.

Chi viene qui cosa deve aspettarsi?

Di sentirsi a casa. I profumi, i sapori e la genuinità sono davvero quelle tipiche della nostra terra.

Lucania131 è ormai un brand. Avete altro in testa?

Si, ci siamo ispirati alle 131 perle della nostra terra e tanti lucani nemmeno sapevano quanti comuni vi fossero in Basilicata. Stiamo pensando a un franchising, chi avrà voglia di mettersi in gioco potrà contare sul nostro supporto. È un qualcosa in cui crediamo perché è la gente che ce lo chiede.

Le istituzioni lucane vi hanno dato segnali incoraggianti visto il vostro impegno per la promozione del territorio?

Sono state totalmente assenti. Non lo dico per vantarmi ma sono vincitore del Leone d’oro come miglior progetto nazionale per la valorizzazione del territorio. Non siamo stati minimamente sostenuti, in nessuna forma, nemmeno un grazie. Mi fa male ma allo stesso tempo mi dà forza per andare avanti. Devo ringraziare partner e produttori che hanno creduto in noi e continuano a farlo.

Quando hai deciso di venire a Milano?

Dalla sera alla mattina. Sono arrivato qui con un paio di infradito, due pantaloncini e quattro magliette. Mia madre mi ha mandato il primo zaino dieci giorni fa. Sono qui grazie a tanti sacrifici.

All’inizio del tuo viaggio sognavi di portare la Basilicata nel mondo. Ti manca la tua terra oggi?

Mi mancano i luoghi e gli affetti ma sono deluso dall’indifferenza delle istituzioni. Per portare il mondo in Basilicata avevamo bisogno di loro. Il piano A è fallito e non avrei mai voluto che succedesse ma nella vita ci vuole sempre un piano B. Faremo il contrario e porteremo la Basilicata nel mondo.