La Dottoressa Napodano: “ecco il nostro studio sugli effetti del Long Covid”

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Esiste il Covid-19. Quello che ci raccontano i media con tutto il carico che comporta: numeri impietosi, economia, riaperture, campagna vaccinale. Ma esiste anche un post Covid, o meglio un “Long Covid” di cui si parla molto meno, ma che è un tema che riguarda molti. Definizione, quella di Long Covid, fornita dalla scienza, quasi a ricordare che questo virus ha uno strascico che può accompagnarci molto più a lungo nonostante l’esito di un tampone che risulti finalmente negativo. Chi ha contratto il virus, pensa che probabilmente sia finita lì. In realtà però, a distanza di tempo dalla negativizzazione, molti si ritrovano a fare i conti con fastidiosi sintomi, subdoli proprio come questo maledetto virus che ha sconvolto le nostre vite e le nostre abitudini. Un tema approfondito dopo una normale chiacchierata con la Dottoressa Cecilia Napodano, professionista specializzata in Patologia Clinica e Biochimica Clinica e che a breve concluderà anche il suo PhD in Oncologia. Grazie al suo contributo e a quello del Dottor Umberto Basile (Biologo specializzato e Ricercatore presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS) è stato possibile andare a fondo su quello che il Covid provoca e potrebbe lasciare per almeno sei mesi dopo la guarigione. Nei pazienti ospedalizzati ma non solo. E’ il caso, ad esempio, di perdita o alterazione di gusto e olfatto, perdita di memoria, affaticamento, stanchezza. E, nei casi più gravi, danni neurologici come labirintite o dolori viscerali. Un dato fa riflettere: almeno il 30% dei guariti sviluppa sintomi Long Covid di almeno sei mesi. Ma scienza e medicina sono sempre in fermento, alimentano le nostre speranze.

LO STUDIO – Intitolato “Biomarcatori salivati nei pazienti Covid-19: il coniglio fuori dal cilindro”, è stato condotto dal Gruppo di studio di Immunopatologia Traslazione (Coordinato dal Prof. Gian Ludovico Rapaccini) della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, IRCCS e Università Cattolica di Roma, che dal 2016 è stato autore di 34 papers su riviste scientifiche internazionali come Cancer Med, Digestive Liver Disease, Rheumatology, Hepatology. La mission dello studio: valutare la risposta immunitaria adattiva di tipo umorale al fine di valutare e comprendere il suo coinvolgimento nelle patologie infiammatorie croniche e autoimmuni. Da qui, il trattamento e la risposta dei pazienti Covid ospedalizzati a seguito della guarigione. Lo studio è stato condotto su un totale di 50 pazienti di cui 29 Covid e 21 soggetti sani. E’ all’ultima revisione, quindi pronto per essere pubblicato. Ma si pensa già al seguito, un nuovo studio con dati più aggiornati.

UN VIRUS SUBDOLO – Mai fermarsi, il Covid impone attenzione e la necessità di andare a fondo con la ricerca. “Abbiamo iniziato lo studio con l’obiettivo di valutare nuovi marcatori – racconta la Dottoressa Cecilia Napodano – in particolare nella saliva perché facilmente prelevabile”. Ma è il confronto con altri marcatori che dimostra come il virus sia subdolo e imprevedibile. “Avere un biomarcatore che racconta l’andamento della malattia è fondamentale – spiega il Dottor Umberto Basilecosì abbiamo cercato i prognostici sulla saliva per capire il grado di gravità. Ci siamo accorti di come i valori siano differenti. Su pazienti Covid le IGA (immunoglobuline) si presentavano con valori normali su prelievo di sangue mentre sulla saliva risultavano molto più alte”.

Un’immagine del Dottor Umberto Basile

I SINTOMI DEL LONG COVID – Dopo la guarigione, tornano o persistono sintomi tipici del virus: perdita o alterazione di gusto e olfatto, perdita di memoria, affaticamento, stanchezza. E, nei casi più gravi, danni neurologici come labirintite o dolori viscerali. “Generalmente persistono per sei mesi, quasi tutti tornano come prima – sottolinea il Dottor Basile – mentre in rari casi non accade e questo è oggetto di studio. Sono sintomatologie fastidiose ma fortunatamente non gravi”. Fastidi che possono essere alleviati e nel tempo sconfitti. “E’ importante rieducare gusto e olfatto – dice la Dottoressa Napodano -. Grazie al contributo del nostro reparto di Otorinolaringoiatria, abbiamo notato come affidarsi alle essenze, ad esempio, possa essere un modo per riscoprire gli odori. La logica è un po’ come quella dei bambini: è necessario imparare nuovamente a distinguere sapori e profumi”.

TESTIMONIANZE DAI REPARTIIl Covid è anche un carico di esperienze umane, molte delle quali vissute nei reparti. Un qualcosa che lascia il segno in chi, quotidianamente, è impegnato nel salvare o rendere migliori le nostre vite. Storie raccolte nell’esperienza diretta con pazienti arruolati nel corso dello studio condotto al Gemelli. “Tanti sono arrivati qui incoscienti. Dopo 40 giorni di sonno profondo, talvolta era difficile spiegare loro quanto accaduto e il perché gli venissero chiesti i cellulari per farli parlare con le famiglie – racconta la Dottoressa Napodano -. “Erano giustamente preoccupati per qualcosa che non si conosce, difficile da debellare”.

COVID E FUTURO – Chi spera che il Covid diventi solo un ricordo rimarrà deluso. A tal proposito, il Dottor Basile richiama le parole dell’immunologo statunitense Anthony Fauci: “non ce ne libereremo, dobbiamo conviverci sapendo che i vaccini faranno la loro parte e che le nuove generazioni nasceranno già con gli anticorpi”.

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Si ringraziano:

– Prof. Gian Ludovico Rapaccini, specialista in gastroenterologia, Dipartimento: Scienze mediche e chirurgiche, Direttore dell’unità operativa complessa di Gastroenterologia. Professore associato dell’istituto di medicina interna e geriatria.

– Dott. Umberto Basile, Biologo specializzato e Ricercatore presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS

– Dott.ssa Cecilia Napodano, specializzata in Patologia Clinica e Biochimica Clinica

Gruppo di studio di Immunopatologia Traslazione della Fondazione Policlinico Universitario A.Gemelli, IRCCS e Università Cattolica di Roma:
– Dott.ssa Mariapaola Marino
– Dott. ssa Francesca Gulli
– Dott.ssa Krizia Pocino
– Prof. Gian Ludovico Rapaccini