La grande stagione del Milan in tre mosse: Europa, Doha e Montella

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La Champions League è appena terminata: a Cardiff si è chiuso il sipario sulla competizione più ambita dai club e che più appassiona i tifosi. Un palcoscenico su cui il Milan si è sempre sentito a proprio agio costruendo una storia fatta di trionfi applauditi in tutto il mondo. Tempi lontani certo, ma oggi il Milan sta uscendo dal tunnel. Un Purgatorio lungo e flagellante che ha tenuto il club di Via Aldo Rossi lontano dall’Europa per troppo tempo se si considera il blasone di un club abituato a vincere e che con Silvio Berlusconi al timone è stato a lungo sul tetto del mondo. L’era cinese però si è aperta nel migliore dei modi: qualificazione all’Europa League anche se non dalla porta principale, rinnovo di Montella e tre colpi di mercato piazzati con la rapidità di chi ha voglia di fare le cose per bene. Tutto lascia presagire un futuro roseo per il Milan e i suoi tifosi ma c’è un presente su cui forse ci si è soffermati poco. Il Milan ha chiuso una grande stagione con tre semplici mosse.

IL BLITZ DI DOHA – Lo scorso dicembre il Milan è tornato a sollevare un trofeo. Sotto il cielo di Doha gli uomini di Montella, dopo una grande gara, piegano la resistenza della squadra più forte d’Italia, quella Juventus verso cui il gap è oggettivamente troppo. E non solo da un punto di vista tecnico. La squadra torna a Milano con un trofeo. Non succedeva da troppo tempo. Le difficoltà degli ultimi anni sono ancora nella mente di tutti: l’esonero di Allegri, l’approdo di Seedorf, poi Inzaghi e quel Mihajlovic esonerato praticamente a fine stagione per far posto a un Cristian Brocchi che ha fatto in tempo a sedersi sulla panchina del Milan e perdere la finale di Coppa Italia contro la Juventus. Ma tant’è, il blitz è servito, e il Milan è tornato a riassaporare il dolce gusto della vittoria riportando sotto la Madonnina la Supercoppa Italiana.

VISTA EUROPA – Con brivido. Tanto, tanto brivido. Nonostante le difficoltà e un calo inspiegabile contro le ultime della classe, il Milan è riuscito nello sprint decisivo verso l’Europa. Complice sicuramente un calo fisico e mentale delle contendenti, ce l’ha fatta. Non succedeva da tre anni. E poco importa se il ritiro comincerà prima, quello  che conta è stato dare un senso a questa stagione.

VINCENZO MONTELLA – È probabilmente il principale artefice di questa grande stagione. Perchè così va definita l’annata del Milan. Qualcuno si chiederà come si possa esclamare ciò, quasi un sacrilegio se ci si ferma a pensare alla storia di questo club. Semplicemente perchè Vincenzo da Pomigliano D’Arco ha dovuto fare una minestra con gli ortaggi che aveva: una squadra oggettivamente mediocre da plasmare e a cui restituire anima e identità. Lui è riuscito nella sfida. Chapeau. Ha dovuto gestire il caso Niang, fare i conti con un mercato bloccato e con l’infortunio del suo uomo qualitativamente migliore (Jack Bonaventura), tenere la squadra lontana dalle pressioni di un closing che non sembrava non arrivare mai. Tutti elementi che fanno di Montella l’uomo simbolo di questo Milan. In attesa di un futuro tutto da scrivere, il presente, al netto delle difficoltà, regala al Diavolo un grande condottiero.