La stupenda lezione di vita firmata Alex Zanardi

0
1105

“Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”. Una citazione che si sposa perfettamente con la storia di Alex Zanardi. L’oro appena conquistato alle Paralimpiadi, è l’ennesima impresa di un campione sfortunato, che ha rischiato di morire da pilota in formula Cart. Veniva dalla Formula 1, dove aveva esordito nel 1991: 44 Gran Premi su Jordan, Minardi, Lotus e Williams. Nel 2001 la sua vita cambia, per sempre. Tornato in Cart, sul circuito di Lausitzring, in Germania, mentre era in testa a quel GP, gli sfugge il controllo della sua auto e perde entrambe le gambe dopo uno scontro violentissimo. Ci sono volute ben 15 operazioni per ricominciare a camminare.

Dopo una lunghissima convalescenza, Zanardi ha pensato che quel destino così crudele non poteva spezzare per sempre i suoi sogni e la sua incalcolabile passione per lo sport. Una passione fatta di sacrifici, sudore, fatica. Torna in pista nel 2005 e vince il campionato italiano di Superturismo. Nel 2007 esordisce alla maratona di New York con l’handbike e raggiunge un quarto posto di tutto rispetto in quella che oggi è la sua disciplina. Alex non si ferma: ha voglia di migliorare, ha un’attenzione maniacale per l’allenamento e per i dettagli. E così, nel 2010 vince i campionati italiani di ciclismo su strada. L’anno dopo, stupisce ancora i tantissimi sportivi increduli di fronte a tanto coraggio e spirito di sacrificio. Zanardi, vince la maratona di New York, sempre in handbike, e stabilisce il record del tracciato. Il 2012 è un anno fantastico per Alex: a Londra ci sono le Olimpiadi e per lui è un trionfo. Vince l’oro sia nella prova in linea sia in quella a cronometro, aggiudicandosi anche l’argento nella staffetta. A casa Zanardi serve una bacheca più grande: arrivano altri 8 ori e due argenti ai mondiali di strada. Sono risultati pazzeschi per chi si è visto cambiare la vita e le abitudini in un attimo e con quella crudeltà.

L’oro appena conquistato a Rio è solamente l’ultimo atto compiuto da un uomo straordinario, che ha saputo reagire egregiamente alle insidie che la vita gli ha riservato. La sua famiglia, non voleva si dedicasse ai motori: Alex infatti, perse la sorella Cristina in un incidente stradale. Altro aneddoto di un destino davvero beffardo. Nel post gara di Rio, le lacrime sul podio, lo sguardo al cielo, la dedica alla moglie, alla figlia e a Tamberi, mostrano una sensibilità stupenda di un grande uomo di sport. Un uomo che ci insegna come, nella vita, si possa reagire di fronte ad ostacoli che sembrano insormontabili. Una lezione di forza, di motivazione, di coraggio. Una lezione che ci pone di fronte a quelle che sono le vere difficoltà che la vita ci riserva e che annienta le futilità per cui spesso ci abbattiamo. Zanardi, dopo l’oro di Rio ha dichiarato: “L’ambizione non basta, per vincere ci vuole la passione”. In una società che corre così tanto, in cui l’astratto domina sui veri valori, c’è solo da inchinarsi di fronte a un uomo così. Grazie Alex, grazie per questa lezione di vita. L’ennesima!