La depressione colpisce sempre più i giovani: nel mondo 322 milioni ne soffrono

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Un’epidemia globale che solo nell’ultimo decennio è cresciuta del 18,6 %. E’ la depressione, il cosiddetto “male oscuro” che oggi riguarda ben 322 milioni di persone in tutto il mondo. La mancanza di fiducia nel futuro riduce la vitalità dell’individuo. Sono i primi sintomi. Un triste fenomeno che riesce ad affondare ancor più le sue radici in una società moderna in cui c’è sempre meno spazio per il dialogo vero e le relazioni, sostituite da un mondo virtuale che seppur fatto di aspetti positivi, si porta dietro molte insidie su cui si dibatte quotidianamente. Una società in cui il tema lavoro gioca la sua parte: da un lato c’è chi ne ha troppo e si porta dietro un carico di responsabilità pesantissimo; dall’altra c’è chi è risucchiato nel limbo della precarietà e non riesce a vedere e programmare un futuro. E questo pesa terribilmente su chi ha fatto dei sacrifici per raggiungere determinati risultati. Ci sono gli stagisti sfruttati, le donne vittime di mobbing che hanno la sola “colpa” di voler mettere al mondo un figlio, ci sono terribili situazioni di sfruttamento che tolgono ogni genere di tranquillità.

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La depressione è purtroppo un fenomeno sempre più diffuso. In Europa sono 40 milioni che ne soffrono mentre in Italia le persone affette dal “male oscuro” sono 3 milioni, paragonabili dunque all’intera città di Roma. Sono numeri agghiaccianti, solo la Germania è messa peggio. Tra le persone affette, solo un terzo si rivolge a uno specialista. La Società Italiana di Psichiatria prevede che nel 2030 la depressione diventerà “la malattia più invalidante al mondo con altissimi costi e forte impatto economico”. I numeri che riguardano il suicidio però dovrebbero aprire una profonda riflessione sulla necessità di arenare questo male. Nel mondo infatti ogni anno si hanno 788.000 suicidi causati da depressione, che si manifesta con la totale perdita di fiducia nel futuro e la rapida e conseguente perdita della vitalità. Nel nostro paese invece sono in 4000 a perdere la vita a causa del male oscuro. La situazione lavorativa fa molto in questi casi ma a soffrirne in particolare sono le donne, le persone colpite da malattie fisiche e le vittime di abusi e violenze. Ma anche gli anziani, visto che tra gli over 65 la malattia è incrementata del 20%.

Lo scorso 7 aprile si è celebrata la Giornata Mondiale della Depressione per tenere viva l’attenzione su un tema su cui si fa forse troppo poco. L’Associazione per la ricerca sulla depressione è sicuramente un punto di riferimento utile per chi ha bisogno di cure, supporto, consigli e per documentarsi su tutto ciò che riguarda il male oscuro. E’ necessario uno sforzo maggiore in termini di divulgazione ma anche fermarsi a pensare sull’evoluzione (o involuzione?) della società moderna e rivedere certe cattive pratiche. Perché prevenire è la vera cura.