Lentamente muore: la Basilicata perde 3000 residenti e 7000 laureati

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“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce”. Questo passaggio della nota poesia “Lentamente muore” si specchia con l’attuale situazione demografica della Basilicata e di chi ne è responsabile.

I numeri sono incontrovertibili: nel 2017 la “Svizzera del Sud” ha perso 3000 residenti, poco più di 8 al giorno, passando dai 570.000 del 2016 ai 567.000 dell’anno successivo. Un dato che va tristemente a braccetto è quello legato al flusso migratorio dei laureati. Tra il 2006 e il 2016, la regione ne ha persi 7.000 (quasi 15 ogni cento residenti), gran parte dei quali ha scelto il centro-nord Italia anziché l’estero. In Basilicata nella media del quinquennio 2012-2016 le assunzioni programmate di personale laureato hanno rappresentato il 9,3 % del totale, una quota inferiore di 2,4 e 6,4 punti rispetto al Mezzogiorno e all’Italia.

Dati che vengono fuori dal rapporto presentato da Bankitalia sull’economia in Basilicata e che segnano una crescita del turismo e di conseguenza dei servizi (Matera fa da traino) ma anche un aumento della disoccupazione, in controtendenza con quanto accade nel Mezzogiorno e con il triennio precedente. Diminuite anche le esportazioni, in particolare quelle dall’automotive, che in Basilicata rappresentano l’80% del segmento.

Una situazione non certo incoraggiante: i lucani sono storicamente combattivi ma è chiaro che la politica, sorda e menefreghista, rimanda ad alcuni tratti della poesia di Neruda. In particolare: “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce”. Ma è anche vero che probabilmente sta scrivendo una nuova versione della celebre poesia di Neruda, che più o meno potrebbe recitare così:

“Lentamente muore chi non cambia lo stato delle cose, chi favorisce un sistema marcio, chi non si assume la responsabilità politica di una regione morente. Lentamente muore chi lascia una regione nell’isolamento, chi nasconde i problemi sotto il petrolio, chi si fa vivo solo in campagna elettorale. Lentamente muore chi non protegge i propri cittadini, chi li fa circolare su strade indecenti, chi continua a pensare al proprio arricchimento personale e lascia impoverire gli altri. Lentamente muore chi non ha un rimorso di coscienza, un senso di colpa, chi entra in quel Palazzo e non prova vergogna per come ha ridotto la Svizzera del Sud”.