Innovazione e futuro: per tre giorni Maratea centro del mondo

A settembre la prima edizione di “Heroes meet in Maratea”. L’organizzatore Michele Franzese: “una grande opportunità per il territorio”.

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“Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia”. In questi giorni probabilmente Michele Franzese, organizzatore dell’evento “Heroes meet in Maratea”, starà pensando molto a questa massima di Erasmo da Rotterdam. Immaginate una tre giorni di open innovation orientata al futuro con oltre cinquecento partecipanti e i migliori esperti in materia in una location splendida come Maratea, in Basilicata. Una follia? Probabilmente a pensarci fino a un po’ di tempo fa si. E invece, gli scorsi 21-22-23 settembre, la “Perla del Tirreno”, è stata teatro di un’iniziativa straordinaria, una grande opportunità di formazione, crescita e sviluppo per un territorio che – nessuno si offenderà – non è propriamente incline o rinomato per il genere. Il merito di questa lucida e visionaria follia è di Michele Franzese, 40 anni, imprenditore appassionato che nei suoi vent’anni di esperienza ha sostenuto start-up, imprese e istituzioni nella definizione di soluzioni intelligenti a supporto di strategie di marketing e comunicazione. Non sono un caso le sue consulenze per il Distretto Aerospaziale della Campania, la Presidenza della Regione Basilicata, la “Fondazione Mattei”, il Gruppo ENI, il gruppo Total, il Ministero del Lavoro, IG Students Foundation, per decine di PMI e per alcune importanti banche del Sud Italia. Maratea centro del mondo in tema di digitale, futuro e innovazione. Ampia la partecipazione di leader d’impresa, business angels e investitori, intellettuali, creativi, policy makers e startup.

L’EVENTO – La location, il Grand Hotel Pianeta Maratea, è stata il punto di incontro per tutti i presenti, coinvolti in sessioni di tavole rotonde, speech, interviste, workshop, laboratori. Circa novanta le iniziative che si sono susseguite durante le 3 giornate dell’evento, dislocate in 10 aree differenti. Tra i tanti focus dell’iniziativa: fintech, crowdinvesting, digital skills, marketing collaborativo e big data. Una parte centrale del programma è stata dedicata all’universo delle startup, con decine di workshop ritagliati sulle loro esigenze e incentrati sui temi più sensibili, come il business design e il publick speaking, l’influencer marketing e il growth hacking. E poi, ancora, i temi selezionati per i tavoli di lavoro riservati a studenti, ricercatori e innovatori. L’Iniziativa, tra gli altri è stata promossa dall’associazione “A Mezzogiorno”, in collaborazione con Scai Comunicazione srl, Osservatorio di Ricerca E20 – Entrepreneurship Education, UNIMED – Unione delle Università del Mediterraneo, Regione Basilicata, Sviluppo Basilicata, Camera di Commercio di Potenza, Microsoft.

PARTERRE DE ROIS – Per “gli eroi” che si sono incontrati in Basilicata, una grande occasione di formazione oltre che imperdibile opportunità di crescita e conoscenza. Si perché tra i relatori, sono spuntati big come Neil Harbisson, protagonista di un evento dedicato alle opportunità del biotech per le startup. Dotato di una Cyborg Antenna, è l’unico uomo al mondo in grado di trasformare i colori in suoni, superando i limiti imposti da una malattia. Un’esperienza analoga a quella di Hans Jørgen Wiberg, ideatore di BeMyEyes, l’app per dare nuovi occhi ai non vedenti.  E poi Nicola Palmarini, Global Digital Creative IBM, impegnato con l’impatto delle tecnologie cognitive sul piano sociale e alla loro applicazione per il miglioramento della vita delle persone con disabilità e di altre minoranze. Un eroina dell’innovazione come Chiara Montanari con la Teoria della Complessità in ambito aziendale. Sarah Jane Pell, artista e performer, protagonista insieme al Direttore del Creative Lab, Cirque du Soleil Media Gillian Ferrabee di un appuntamento con il futuro. Al centro del loro intervento l’evoluzione del corpo nello spazio. Testimoni di un nuovo modo di concepire l’impresa come Nicola Pirina, General Manager Sardex, la piattaforma che sta già rivoluzionando il circuito del microcredito in molte regioni italiane, innestando un circuito virtuoso di collaborazione tra le imprese. Tra i tanti eroi d’impresa, Jeroe De Wit di Teamleader, imprenditore belga che con la sua azienda è già arrivata a conquistare ben 6 nazioni in Europa. Tra le diverse voci del panel dedicato all’H Factor, quello che ha distinto tutta la manifestazione.

Il premio alla startup vincitrice
Il premio alla startup vincitrice (dbGlove)

STARTUP E LABORATORI – L’evento di Maratea è stata una grande occasione per le startup grazie all’Heroes Prize Competition. Hanno risposto alla call 195 startup, 47 sono quelle che hanno partecipato alla gara presentando il proprio progetto nel corso delle Pitch Competition che si sono svolte nei primi due giorni dell’evento. Non la classica competizione ma qualcosa di molto diverso e originale: le cinque finaliste infatti, sono state protagoniste di un pranzo molto particolare in cui convincere le famiglie marateote della bontà della propria idea. Per queste ultime e per la vincitrice, dbGLOVE, un premio in denaro e servizi messo a disposizione grazie alla collaborazione degli sponsor. Non sono mancate sessioni di laboratorio: quattro tavoli di lavoro su temi di rilevanza sociale quali energia e ambiente, agricoltura e alimentazione, educazione e innovazione, cultura e turismo. Sono complessivamente 160 gli esperti, studenti e tirocinanti che hanno preso parte al progetto, ispirato alle esigenze di cambiamento espresse anche dallEntrepreneurship 2020 Action Plan. Sessanta i docenti coinvolti nella gestione dei laboratori, volti a individuare soluzioni condivise da portare avanti con il coinvolgimento di enti e istituzioni.

BILANCIO DI UNA FOLLIA – Questa prima edizione di Heroes Meet in Maratea è stata un grande successo. Una “follia” che è stata una grande occasione di visibilità per il territorio lucano, oltre che opportunità imperdibile per gettare le basi su un futuro che diventi opportunità di lavoro e sviluppo per startup, imprese esistenti e possibili imprenditori di se stessi. Michele Franzese racconta a mauriziocardone.com gli obiettivi della prossima edizione: “dobbiamo stabilire un network con l’Università che sia in grado di rappresentare un ponte per una decina di startup in Basilicata, di settori diversi, e puntare su un’open innovation orientata al territorio”. A bocce ferme e avuto il tempo di riposare e metabolizzare l’evento, Franzese riassume il senso di questa brillante iniziativa: “da un lato c’è una soddisfazione di natura emotiva che nasce dall’essere riusciti in soli tre giorni a dar vita ad una community spontanea. Si è fatto gruppo in assoluta autonomia, senza nostri input. Dall’altro – racconta Franzese – una soddisfazione di natura professionale dettata dalla qualità elevatissima degli interventi che ha motivato molto i presenti arricchendone la formazione. Il valore aggiunto per la prossima edizione deve essere la spinta alla contaminazione tra imprese esistenti e startup sul territorio oltre a quella all’autoimpiego. Cercheremo di coinvolgere persone di altissimo livello, puntiamo veramente in alto”.