Higuain-Cutrone: il bacio, l’addio e la lezione dell’allievo

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Al Milan sono serviti 120 minuti per archiviare la pratica Sampdoria e assicurarsi i quarti di finale di Coppa Italia. A tenere banco però sono state le vicende extra campo, quelle di mercato, con l’affaire Higuain che non dà pace all’ambiente e a una squadra che sta per giocarsi la Supercoppa Italiana.

L’ha risolta Cutrone: entra dalla panchina, realizza una doppietta, si fa cinquanta metri di campo per raccogliere l’abbraccio dello spicchio di tifosi rossoneri. Eccola la fotografia di Sampdoria – Milan, tra campo e mercato. Higuain è uno dei centravanti più forti al mondo e averlo in squadra garantisce qualità assoluta e, nel caso del Milan, dà al gruppo garanzie, autostima, convinzione. Ma non questo Higuain. Perché se dopo 4 mesi chiedi la cessione, è giusto lasciarlo andare. Come quando si vuole salvare una storia d’amore, forzare e vivere d’inerzia non serve a nulla. Meglio dirsi addio. Tecnicamente sarebbe chiaramente una catastrofe ma le motivazioni che vengono accostate ai suoi malumori appaiono solo pretesti utili al giocatore per rinnegare la scelta fatta ad agosto, quando pure aveva la possibilità di andare al Chelsea.

Già, le motivazioni. Si parla di malumore perché il club non vorrebbe riscattarlo ma queste sono cose che si guadagnano sul campo, anche se ti chiami Higuain. Che dire poi di una squadra che non lo servirebbe a dovere. È chiaro che al Milan di qualità ce ne sia poca ma questo si sapeva dall’inizio e in ogni caso, se questo fosse vero fino in fondo, dovrebbe valere anche per  Cutrone che invece entra, segna, risolve le partite, corre dai suoi tifosi. Da vero leader. E a servirlo sono gli stessi compagni che giocano con Higuain.

Cutrone bacia la maglia dopo il gol (Foto Gazzetta.it)

Ma la fotografia è un’altra, è quella di Marassi, è Cutrone che bacia la maglia dopo 50 metri di corsa verso i suoi tifosi. Quasi a voler dire “non sarò Higuain ma sono qui, non ho paura delle difficoltà, amo questa maglia, la sento addosso”. Un bacio e un addio. Eccolo l’allievo. Che, per una volta, dà una bella lezione al maestro.