Cutrone, il bambino e il sogno San Siro che ora si alza in piedi per lui

0
1154

In un Milan così altalenante, in questo momento  sono poche le certezze a cui aggrapparsi. Banale dire Higuain, campione assoluto che serviva come il pane. L’anno scorso è stata una rivelazione, oggi sarebbe riduttivo continuare a pensare a Patrick Cutrone in questa chiave. E per avere una dimensione di quanto questo ragazzo sia entrato prepotentemente nel cuore dei tifosi, basta riavvolgere il nastro della sua breve carriera al minuto 77 di Milan-Sampdoria. Gattuso lo sostituisce e San Siro – non certo uno stadio che fa regali – si alza in piedi e si lascia andare in un applauso fragoroso. Si, proprio  qui, in un teatro che è stato abituato ad ammirare  le gesta dei più grandi del calcio mondiale.

La standing ovation a Patrick Cutrone (dal minuto 1,20)

 

Oggi, il “Pungiglione” ha vent’anni, in questa stagione sono 235 i minuti con una media di un gol ogni 47 minuti. All’età di 8 è entrato al Vismara e non ha più svestito il rossonero. Finito in prima squadra per una serie di congiunture astrali, ha stupito tutti lo scorso anno, quando il Milan aveva investito circa 70 milioni su Andrè Silva e Kalinic salvo poi ritrovarsi il bomber in casa. Oggi Patrick si ritrova in reparto uno dei suoi idoli: quel Gonzalo Higuain che il posto ce l’ha di diritto. Eppure non si è arreso: è rimasto, ha continuato ad allenarsi con grande serietà, a dimostrare un encomiabile attaccamento al mondo Milan. Con la Samp Gattuso lo ha schierato a fianco del Pipita: gol, assist, grande corsa, solita devozione al sacrificio, standing ovation.

Eccolo Patrick Cutrone: vive con i genitori a Parè, nel comasco, e fino a qualche mese fa dormiva ancora col pallone, segno di un amore sconsiderato per questo sport. Ha rotto qualche pianta giocando in casa, qualche danno l’ha fatto a scuola (i vetri dell’estintore, sempre colpa del pallone) ma resta un ragazzo buono e di grande personalità. Da piccolo giocava in giardino con i suoi amici: ognuno sceglieva il nome di un grande campione e insieme sognavano San Siro. Già, lo stesso stadio che oggi si alza in piedi per lui.