Cordio: canto grazie a mia madre e a Ermal Meta. Sicilia luogo dell’anima

0
347

È giovane, ma parla già da veterano della musica, senza perdere l’umiltà. Una cosa che riesce solo a chi ha passione vera verso il proprio lavoro, a chi gli dedica anni di studio con l’intento di coronare i propri sogni. Lui è Pierfrancesco Cordio, cantautore conosciuto al pubblico come Cordio. Che non è il timbro che gli è rimasto addosso negli anni del liceo, e nemmeno una parolaccia come qualcuno ha pensato scherzando sull’anagramma. È stato il cantante Ermal Meta a battezzarlo così: con Cordio il rapporto è speciale. “Cordio va benissimo, è più elegante, mi disse. Ermal è una persona a cui devo tanto, mi ha dato la spinta per credere di potercela fare. Sognavo di fare musica anche se non ci credevo, ma solo perché mi sembrava una cosa troppo astratta. Lui mi ha dato degli stimoli importanti per fare mio questo mondo, dandomi la possibilità di entrare nel suo studio e nella sua etichetta discografica ma anche di aprire i suoi concerti”. Un rapporto sincero che però oggi è cambiato: “ci siamo separati professionalmente, lui è un artista e ha tante cose da fare. Forse un pò mi odiava perché doveva rinunciare al suo tempo libero per dedicarsi a me. Scherzi a parte, gli sono grato. E poi io volevo misurarmi con me stesso e camminare da solo”.

Ma Cordio ha iniziato a camminare e pensare alla musica ben presto e in un modo tutto particolare. “A me non interessava nulla. Vengo dalla classica famiglia borghese col pianoforte in casa. Mia madre insisteva tanto affinchè iniziassi a suonare il piano, contro la mia volontà. Ma dopo la prima lezione è stato amore a prima vista”.

Da lì in poi sono successe tantissime cose, compresa una pandemia che non ha permesso a Cordio di esibirsi. Un tempo che però non ha buttato via ma che ha passato a scrivere canzoni. E allora ecco gli ultimi due singoli: <<Mezza Mela>> e <<Cose che si dicono>>. “Due brani che in qualche modo segnano una svolta – racconta Cordio – che mi hanno permesso di trovare la mia voce,  il mio linguaggio. Sono il risultato di un percorso. Ho iniziato a scrivere brani 10 anni fa, un pò  quasi per imitazione. Mi piaceva Jovanotti e inizialmente m’ispiravo a lui. Le canzoni sono lo specchio del tuo personale punto di maturità. Questi due brani identificano quello che mi sento di essere: viene fuori un aspetto anche ironico e leggero, la canzone ha bisogno di leggerezza. Gli ultimi singoli nascono anche grazie a Lorenzo Vizzini, che mi ha aiutato a tirare fuori alcuni tratti della mia personalità e a seguire una strada ben precisa”.

Pensando alla sua di musica, che definisce alternative-pop, Cordio ha le idee molto chiare anche sul momento che vive la musica italiana. Ce l’ha a cuore, e anche da questo suo personale pensiero emerge l’attenzione di un veterano per lo scenario. “Ho la sensazione che nelle nuove generazioni ci sia moltissima ansia da streaming, quindi una gara di click, follower su Instagram e ascolti su Spotify. Il rischio è mettere la qualità in secondo piano. Forse si fa musica con troppo poco studio. La maggior parte degli artisti delle nuove generazioni ha una buona attitudine, ci crede tanto ma non esprime al meglio le proprie doti tecniche”. E infatti, Cordio ha ben chiaro cosa rappresenti la musica per lui. “E’ il mio grande amore. Un amore senza ragione, difficile da spiegare, quasi lo subisci. Te lo senti addosso anche se non te lo sei scelto. Non riesco a pensare a un lavoro che non la riguardi”.

Capitolo Sanremo, un tema sempre attuale. Cordio ci è stato nel 2018, tra le nuove proposte, con “La nostra vita”. Ma è stato solo un punto di partenza, un’esperienza che vuole ripetere. “Mi ci vedo su quel palco ma tra un pò, vorrei arrivarci avendo un mio pubblico, anche piccolo, così da essere riconoscibile. Non vorrei andare da emergente semisconosciuto”. Vista la giovane età ha tutto il tempo, anche perché la sua è una musica che Cordio definisce un diario personale e magari arriverà un momento con delle pagine talmente belle da scandire il suo approdo all’Ariston.  “Le canzoni migliori che ho scritto sono quelle che ho fatto per me stesso. Attraverso la canzone esprimo quello che sto vivendo. Un esempio è il brano <<Ritratti post diploma>>, nata dal bisogno di fotografare quel momento in cui non vuoi perdere le persone avute al tuo fianco durante gli anni del liceo. Una foto di tutti i miei amici, molto autobiografica”.

Per Cordio sta per arrivare il momento del primo album. Terminate canzoni e produzione, nelle prossime settimane sarà impegnato nella presentazione e nella promozione del suo ultimo lavoro in cui non mancheranno le sorprese. In testa, il desiderio di tornare a fare concerti per recuperare il tempo perduto a causa della pandemia.

E chissà che non ricomincerà dalla sua terra natia, la Sicilia, che per lui ha un significato molto particolare. “Nel mio disco ci sarà tantissima Sicilia. È una terra meravigliosa, ora che non ci vivo la sento come una madre lontana. In particolare nell’ultimo anno ho riscoperto il mio senso di appartenenza, sento quanto io sia così grazie alle mia radici. È davvero un luogo dell’anima”.