C’era una volta il Milan

L’esonero di Mihajlovic è solo l’ultima di una serie di scelte sbagliate

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C’era una volta il Milan. Per i tifosi rossoneri non è una favola ma una triste realtà. Il club che ha incantato l’Italia e il mondo per gioco, risultati e capacità di gestione, oggi sembra aver perso la sua reason to believe. L’esonero di Mihajlovic è solo l’ultima di una serie di scelte sbagliate che vedono oggi il Milan fuori dall’Europa che conta e lontano dalle posizioni di vertice nel calcio italiano. E, nell’era dei social, il termometro emotivo di tifosi e appassionati è facilmente controllabile. Ecco che rabbia e delusione, già percepibili per le ultime deprimenti stagioni, hanno preso il sopravvento anche per la stretta attualità.

MILAN, DOVE SEI? – Una storia gloriosa e quasi offuscata da un’attualità forse mai così deludente. La finale di Coppa Italia è solo una magra consolazione in mezzo a una serie di insuccessi. Silvio Berlusconi, che ha sempre inneggiato ad un “Milan padrone del campo e padrone del giuoco”, sembra aver perso la bussola che ha portato il club a diventare il più titolato al mondo. Oggi, di quel Milan, pare non esservi nulla. La società non pare solida come ai bei tempi, la rosa non è assolutamente all’altezza del grande Milan del passato e l’incertezza sul futuro fa il paio con la fragilità delle scelte fatte. Come, ad esempio, quelle di cambiare cinque allenatori in due anni e mezzo: esonerato Allegri arriva Seedorf, poi Inzaghi, il silurato Mihajlovic e in ultimo Brocchi. Quasi come se la scelta dei tecnici sia la  panacea di tutti i mali. Mai successa una cosa simile nel passato glorioso del club. Dunque, capire dove sia finito il vero Milan e quali siano gli scenari futuri diventa veramente difficile.

MIHAJLOVIC, CHE ERRORE – Il Milan ci ha messo un po’ per annunciarlo lo scorso maggio. Dare il benservito ad un’icona assoluta come Pippo Inzaghi era cosa che andava fatta con dialogo e delicatezza, non certo in maniera brusca e unilaterale. C’è stata la telenovela “Ancellotti” che a base di “carbonara” e cene varie è stato corteggiato da Galliani ma i tifosi che si sono illusi, probabilmente, sono stati pochi in quanto vista la situazione Milan, pareva quasi irrealistico per un allenatore del calibro di Ancellotti tornare a casa. Si diceva servisse un “sergente di ferro”, l’attenzione è caduta su Mihajlovic. Due profili totalmente diversi, anche questo un segnale. L’ingaggio del serbo ha portato poi ad un mercato quasi faraonico vista la cifra spesa. Quegli acquisti cosa hanno portato al Milan? Romagnoli, Kucka e Bacca sono stati probabilmente gli unici a dare veramente qualcosa a questa squadra seppur il colombiano talvolta appaia un pesce fuor d’acqua. Sarà forse per un’identità che il Milan non ha mai avuto quest’anno, anzi, che non ha da tempo. Sul banco degli imputati ci finiscono tutti, Mihajlovic compreso. Ma, esonerare un allenatore a sei gare dalla fine del campionato e che ha portato comunque il Milan in finale di Coppa Italia, che con coraggio ha lanciato un talento come Donnarumma, che è reduce da una prova confortante contro la Juve, è certamente un errore che accende le spie dell’incertezza, della confusione e della disorganizzazione che in questo momento regnano in casa Milan.

Berlusconi e MR Bee
Berlusconi e MR Bee

MILAN, B&B – A Silvio Berlusconi certamente il Milan e i milanisti devono essere riconoscenti per un trentennio fatto di straordinari successi. E proprio in questa stagione, si sono celebrati i trent’anni di presidenza. Ma è giusto muovere delle critiche al patron per l’attuale desolante situazione. Anche in ragione dei diversi annunci in pompa magna dell’ingresso in società della cordata rappresentata da Mister Bee Taechaubol che avrebbe rappresentato, a detta di Berlusconi, l’opportunità di riportare il Milan sul tetto d’Europa. Happy end annunciato prima per lo scorso agosto, poi per settembre e poi per fine ottobre. Il closing però, non c’è mai stato, la coppia B&B non si è mai composta. L’incertezza dunque regna sovrana al Milan, dove tra scelte di mercato sbagliate, sliding doors per gli allenatori e ingressi in società solo annunciati, ai tifosi è consentito solo voltare le spalle e ricordare i magnifici successi del passato. Anche perché, vista la situazione attuale, guardare avanti e immaginare il futuro, fa un po’ paura.