Quando il Bernabeu si alza in piedi per una leggenda

0
359

E’ il minuto settantaquattro di Real Madrid-Roma, la qualificazione è ormai decisa e sembra non esserci più spazio per le emozioni. Sembra, appunto. Perché in realtà dalla panchina giallorossa di alza una leggenda che ultimamente non ha vissuto uno dei suoi momenti più belli. Francesco Totti entra in campo e il Bernabeu, tempio di amanti del football dai palati finissimi, si alza in piedi e applaude convinto un protagonista assoluto dell’ultimo ventennio di calcio europeo. Un uomo che si è sempre fatto guidare dal cuore invece che dal portafogli e che ha preferito difendere i suoi colori e i suoi ideali piuttosto che far prevalere l’ambizione, consapevole che la sua bacheca sarebbe rimasta quasi vuota.

La stessa cosa è successa a campioni come Alex Del Piero – indimenticabile la sua doppietta in una magica notte europea – ed Andrea Pirlo, poeta del calcio italiano che per la maestosità dei suoi piedi andrebbe oggettivamente applaudito anche quando entra al supermercato. Onore e gloria a Totti, quest’anno discusso più per il suo rapporto con Spalletti e la società che per le sue prestazioni sportive.

E perfino i simpaticissimi ragazzi di “Chiamarsi Bomber” – che generalmente regalano momenti esilaranti grazie ad una meravigliosa ironia applicata al mondo del calcio – attraverso un toccante post sulla propria pagina facebook, hanno raccontato la loro esperienza vissuta direttamente al Bernabeu: “Il silenzio dello stadio – si legge nel post – e il maestoso ed esigente Bernaneu. Un ragazzo spagnolo seduto vicino a me si rivolge all’amico: “Quello è Totti!”. L’altro sinceramente e visibilmente emozionato risponde: “Sì sì è lui!”.
Prima che entri in campo – si legge ancora – qualcuno già applaude. Sul giornaletto pre-partita del Real Madrid che ho ancora tra le mani c’è un articolo in spagnolo: “Francesco Totti la leyenda”. Poi il cambio, in un secondo si passa dal silenzio di attesa all’emozionante standing ovation. Mani che si spellano a ritmo di battiti. Sorrisi, incitamenti. Lo speaker dice il nome e i miei vicini urlano il cognome. Così fa tutto lo stadio.  Si sente un grido: “Totti idolo come Raul!”. La leggenda del madridismo. Qua è come se ti dicessero: “Ti voglio bene. Grazie Francesco, mi hai reso orgoglioso di essere italiano in questa splendida notte al Bernaneu”.