L’artista Valeria Turco: “amo la Basilicata ma qui è dura. Mi ispiro a Dalì”

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Bella, posata, riservata, innamorata dell’arte. Lei è Valeria Turco, 26 anni, di Paterno, comunità del potentino che conta poco più di tremila anime. E’ molto legata alla sua terra, ai suoi affetti, valori imprescindibili di un’esistenza che fa a pugni con le oggettive difficoltà che un’artista brava e determinata come lei deve fronteggiare. Si perché la Basilicata è terra meravigliosa che ha tante virtù, ma gli artisti trovano poco spazio per valorizzare il proprio lavoro. Valeria però, da vera lucana, non molla. Pensa a nuove esperienze lontano dalla sua terra ma allo stesso tempo dice di volerci provare lì, dove le acque del fiume Agri si mischiano con le lacrime di un territorio che piange per l’emigrazione senza fine che affligge la Basilicata.

Valeria Turco, che ha una pagina facebook molto seguita il disegno l’ha sempre avuto nel sangue. Sin da piccolissima, si cimentava con curiosità e sarà per questo che ha dovuto fare e imparare tutto da sola. Si perché quando era alle superiori, dopo pochi giorni all’Istituto d’Arte, decise che era il caso di cambiare. E così, gli studi li ha continuati prendendo il diploma da geometra. La sua determinazione, è la lezione di chi non ha proprio voglia di arrendersi, anche quando raggiungere i sogni è impresa ardua. Eccola Valeria: “sono un’autodidatta – racconta a mauriziocardone.com – e l’arte deve nascere sola, è un dono innato. Per un po’ avevo smesso ma ho capito che era questa la mia strada”. Lo ha fatto con la consapevolezza di vivere in una realtà che fa poco per chi come lei ha questo dono: “In Basilicata non è semplice, anche se fortunatamente c’è qualcuno che mi commissiona dei lavori. Che io ricordi, dalle associazioni alle istituzioni, – dice Valeria – nessuno si è mai preoccupato di stimolare i giovani a dedicarsi all’arte in un paese come l’Italia che è particolarmente ricco in tal senso”. A proposito di Italia, Valeria Turco non nasconde le difficoltà di realizzarsi nel Belpaese: “lo sapete che si paga per esporre nelle gallerie? A Bologna ad esempio, in Galleria Farini, ci sono voluti cinquecento euro per esporre solo tre quadri. All’estero è diverso, c’è più attenzione verso i giovani, l’arte è difesa e valorizzata. E’ un sistema sbagliato il nostro”. Sarà per questo che molti suoi colleghi si sono arresi. Valeria però non si arrende di fronte alle difficoltà: gira la Basilicata, soprattutto d’estate, per esporre i suoi lavori. E’ anche un’occasione di conoscenza, a volte la vita è fatta di attimi. In Campania riesce a lavorare di più, anche grazie all’ “Associazione “Napolarte” con sede a Napoli, che organizza eventi che le permettono di farsi conoscere.

Come ogni artista moderno che si rispetti, Valeria ha un modello a cui si ispira: “amo il genere del surrealismo e certamente Salvador Dalì è un grande esempio. Anche se devo dire che le mie opere sono ispirate a me stessa, alla mia vita, al mio passato. Uso una tecnica semplice che quasi nessuno usa, ovvero i pastelli su cartoncino. La adoro per la sua semplicità”. Valeria come tanti giovani ha deciso di restare per il momento, anche se il pensiero di provare nuove esperienze c’è: “sono legatissima alla mia famiglia, ai miei amici, a questa terra. Penso alla possibilità di provarci altrove, purtroppo qui non è semplice”. L’Agri continua a scorrere, la gente continua a partire. Nell’indifferenza generale.